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Una vacanza del cactus

Una vacanza del

cactus

Metti er pecorino! Metti er pecorino! Metti er pecorino! Pare che l’hai pagato te!
So cosa state pensando, cioè al fatto che il cactus del titolo sia un banale doppio senso. E invece, no, un po’ come per “W La Foca” non è un facile doppio senso, ma il cactus c’è, ed è quello che Bombolo, nel ruolo di Augusto, che deve e vuole portare sulla tomba di suo zio in quel di Rodi.
Quindi si può dire che questo film, sia un film del cactus. In tutto e per tutto. Dopo la “Settimana Bianca” e la “Settimana al mare”, Mariano Laurenti propone un terzo capitolo vacanziero, utilizzando gli stessi protagonisti (Cannavale, Bombolo, Annamaria Rizzoli) e mischiando le carte. Pochissimo a dire il vero.
Il canovaccio quindi è sempre il medesimo...
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La settimana al mare

La settimana al mare

Che mi fotte di mio figlio? Mio figlio è giovane c’ha una vita davanti a lui? Io che tengo? Solo quella stronza di mia moglie

Dopo “La settimana bianca” perché non fare “La settimana al mare”? C’è chi lo fa. Sia per le vacanze, sia al cinema. Nel secondo caso è naturalmente Mariano Laurenti che su sceneggiatura di Francesco Milizia, pochi mesi dopo l’avventura innevata, sposta le “comiche” avventure di un gruppo di persone al mare, con qualche importante cambio nel cast. Non c’è ad esempio Gianfranco D’Angelo e neppure Carmen Russo, ma entrano in scena Lucio Montanari, Francesca Romana Coluzzi e per le quota tette al fianco di una confermatissima Anna Maria Rizzoli, troviamo Paola Senatore e Annamaria Clementi.
Come dite? Che fine ha fatto...

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La moglie in vacanza…l’amante in città

La moglie in vacanza…

l’amante in città

-È un bel modellino vero? Sa il mio sarto è molto bravo. Ha tagliato molti tanti anni a Parigi
-Non c’è niente da fare Diciamolo papele papele dal bel taglio si vede la gran signora. Lo diceva sempre la mia memmé. La mia povera memmé
-È morta?
-No è viva, non c’ha una lira ed è povera

C’è una cosa in questo film che non riesco a capire. Voglio dire sei sposato con Barbara Bouchet e hai bisogno di un’amante?
Beh certo, il punto non è questo, diciamo che la questione non è filosofica ma commerciale. Soprattutto perché se nel ruolo dell’amante hai Edwige Fenech, significa che a livello commerciale hai per le mani un gran bel cast. Già, solo, con loro due.
La bionda e la bruna duellano per tutto il film e se volete sapere chi v...

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L’onorevole con l’amante sotto il letto

L’onorevole con

l’amante sotto il letto

Noi sièmo stronzi, noi l’abbièmo scritto in fronte che siamo stronzi.

C’è modo e modo, canta Lino Banfi nella canzone dei titoli di testa. E, in effetti, c’è modo e modo per mettere a segno, una commedia sexy all’italiana quando ormai il genere è al tramonto.

“L’onorevole con l’amante sotto il letto” del 1981 non fa altro che utilizzare vecchi canovacci e idee già viste, mescolandole e masticandole senza vergogna. E non è tutto perché cita (per non dire copia) la memorabile scena del treno di “Totò a Parigi”, questa volta con Banfi e Reder protagonisti. Il film di Mariano Laurenti, non è nient’altro che questo: amanti, equivoci, stanze di hotel, incontri mancati e nuovi e il corpo delle due protagoniste femminili: Jan...

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Il sommergibile più pazzo del mondo

Il sommergibile

più pazzo del mondo

-Cassiodoro Giovanni sono io!
-Mecojoni
-Eh no! Una volta carino!

Il sempre caro Dogui che per i pochi che non lo sapessero è Guido Nicheli, interpreta un generale americano, doppiato per l’occasione, con accento yankee.
Direi che è una presentazione che indica già moltissimo di un film che ci fa immergere in un mare di trash. Ma se non vi basta Guido Nicheli americano, c’è Bombolo che cerca di consegnare ai protagonisti di questo film del 1982 di Mariano Laurenti, la famosa cartolina di chiamata al militare.
E direi che così, nei minuti iniziali è chiaro dove ci troviamo e cioè in una pellicola con gag al limite del barzelletta movie, già viste in passato e che peggiora col passare del tempo.

Andiamo con calma e iniziamo da un titolo che...

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La Professoressa di scienze naturali

La Professoressa di

scienze naturali

Una coscia! Una coscia che si scoscia
Che?
Che si spoglia!
-Ah!

Come tutti quelli della mia generazione, come tutti quelli della generazione precedente, cresciuti con questi filmacci, ho sperato per anni di avere una professoressa cosi. E come sempre, quando guardo film di questo sotto genere, il mio pensiero va alle speranze disilluse.
Ma non voglio divagare, ma parlare di questo film del 1976 di Mariano Laurenti, direttamente, in cui il commento sonoro di Alessandro Alessandroni e la bellezza di Lilli Carati fanno dimenticare almeno in parte la ripetizione del canovaccio del genere.
Va anche detto, come pregi che, Gianfranco D’Angelo non fa il professore di ginnastica, ma il farmacista e che Mario Carotenuto non è un preside ma un prete...

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Il vizio di famiglia

Il vizio di famiglia

-Oh Susy! E’ la prima volta che faccio l’amore in apnea
-Giacomo…sei il Maiorca della scopata

Le belle famiglie di una volta, borghesi e rispettabili, al centro di un bel film di una volta. Beh, non un capolavoro, ma una semplice commedia erotica, in cui tutto gira bene. Piacevolmente.
Mariano Laurenti è a capo di un super cast collaudato e sicuro, che incredibilmente, in alcuni casi, prende strane nuove.
Ad esempio abbiamo Gigi Ballista ricco industriale paraplegico, che parla con accento veneto e Renzo Montagnani non coglione e coglionato come sempre, ma nel ruolo di un cameriere che si finge gay.
Con loro a parte Roberto Cenci, Enzo Andronico e Gastone Pescucci, altri maschi della pellicola, c’è una batteria di donne di primo piano, sfruttate al meglio dell...

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La settimana bianca

La settimana bianca

-Mi sarebbe dispiaciuto perdere il treno per la neve
-Ma guardi che dove stiamo andando mica nevica
-Perché dove va?
-ANapoli!

Parata di stelle del genere fin dalle prime immagini con relativi sponsor, J&B, Ellesse e Sansicario, località sciistica della Val di Susa. Così per chiarire dove ci troviamo: in un film più che commerciale che punta tutto sulle gag dei suoi attori e sulla bellezza delle due donne di punta (Anna Maria Rizzoli e Carmen Russo). Ma a dire il vero sono solo le musiche di Gianni Ferio che hanno qualcosa da dire, beh… oltre alle tette della Rizzoli e all’intimo di Carmen Russo.
Mariano Laurenti è alla guida di un film che sfiora il barzelletta movie poggiandosi sul sicuro e abusato (siamo già nel 1980) canovaccio della commedia sexy all’ita...

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Amore, letti e tradimenti

Amore letti,

e tradimenti

-Un tempo ti bastava guardarmi per eccitarti e pensavi solo a fare l’amore. Adesso non solo non ti ecciti ma pensi al pecoraio
-Scusami ma per me è diventata una fissazione. Se quello non vende sono fottuto!

Dice il proverbio “Contadino, scarpe grosse e cervello fino”. Non so se esiste un proverbio che spieghi il contrario per gli sceneggiatori, che spieghi cioè che a volte il cervello fino non è affar loro e a volte dà vita a un imbarazzante risultato, cercando di seguire un genere e sprecando un cast potenzialmente di qualità. Questo è quello che succede in “Amore, letti e tradimenti” scritto da un certo Mauro Righi e diretto dal buon Alfonso Brescia. Ugo Bologna è in compagnia di Don Backy e di un terzetto di donne da urlo: Marisa Mell, Sonia...

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L’insegnante al mare con tutta la classe

L’insegnante al mare

con tutta la classe

-Potrebbe essere un valido collaboratore. È un ottimo architetto
-Io preferisco le architette
L’insegnante al mare con tutta la classe è in realtà Gino Pagnani, in un non meglio definito, professore veneto. Ma tranquilli, non è lui che si spoglia. L’onere di mostrarci un po’ di carne è sulle spalle di Anna Maria Rizzoli, sfruttata il più possibile con le sue tettole (come dice Banfi nel film) e il suo lato B.
Come si può intuire siamo nell’ennesima declinazione del sotto genere insegnanti, in un film che ha qualche spunto interessante, ma una terrificante e noiosissima seconda parte. Tarantini alla regia, con Milizia alla sceneggiatura, mostra ancora una volta di saper scegliere bene protagonisti e caratteristi.
Perché quello c...
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