Mariano Laurenti tagged posts

L’Affittacamere

L’Affittacamere
Le piace il mio pennarello? È robusto sa?
Ricordate come funzionava. Avevi, ad esempio, una Gloria Guida a disposizione. E ci facevi un film intorno. Dopo averla spogliata chiaramente.
Una teorema facile, facile che in questo “L’Affittacamere” raggiunge uno dei suoi punti più espliciti. Questo film è Gloria Guida. Gloria Guida è questo film. Gloria! La bionda angelica, tipica compagna di scuola dei film, qui è così centrale alle vicende da mettere in secondo piano un cast di grandi stelle della commedia erotica all’italiana. Lino Banfi, Enzo Cannavale,  Vittorio Caprioli, Giancarlo Dettori ai quali s’aggiunge la presenza dell’austero Adolfo Celi.
 Gloria Guida
La situazione de “L’Affittacamere” crediamo che a questo punto sia chiara: una trama alibi...
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Patroclooo! E il soldato Camillone, grande grosso e frescone

Patroclooo! E il Soldato

Camillone,Grande

Grosso e Frescone

Prendete un tormentone di una trasmissione famosa, nel caso specifico la mitica serie radiofonica “Alto Gradimento”, buttatelo in un titolo e poi cercate di costruirci intorno una storia. Oppure, al contrario, da una storia pessima metteteci dentro un famoso tormentone. In ogni caso, il risultato è sempre uguale: un pessimo e scontato film.
Direttamente dal filone militare questa pellicola può essere considerata come una delle peggiori di Mariano Laurenti, regista dal quale ci aspettavamo di più.
Da questo film, si cava veramente poco. Una storia banale, sconclusionata, nella quale viene letteralmente appiccicato il Bracardi con il suo tormentone, famoso all’epoca...
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Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda

Quel gran pezzo

dell’Ubalda tutta nuda

e tutta calda

-Come se magna qui?
-Come a casa tua
-Porca puttana allora me ne vado!

Il Trash d’autore. Un’opera imperdibile di ingegno italico. Mariano Laurenti crea nel 1972 il miglior esempio di “Decamerotico” riuscendo a toccare così tanto il fondo da generare un capolavoro del genere. Tutto è estremamente trash. Volgare è volgare, ambiguo lo è in ogni scena, sempre malizioso e con battute comiche alquanto modeste.

Ma il tutto è in un’armonia così stonata che entra di diritto nella storia. La ridicolizzazione boccacesca è l’ingrediente di fondo di un film che non sbaglia un mossa. Gli interpreti sono più che mai azzeccati. Pippo Franco protagonista maschile del film è adeguato nel ruolo di Olimpio De Pannocchieschi sf...

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La Discoteca

La Discoteca


ce testimone chesta discoteca ca tutt ‘e duie a vita c’immo date sei tu l’unica donna che ho amato quanto ti amo

Merano, Meran. Gitarella nel profondo Nord per l’eroico uaglione Nino D’Angelo accompagnato dal leggendario Bombolo e dal sicuro Enzo Cannavale. I tre danno vita a questo episodio della saga del “Musicarello neomelodico”, un film del 1983 seguito naturale e scia di “Un Jeans E Una Maglietta”
“La Discoteca” spicca, se così possiamo dire, per la duplicità dell’ambientazione e sempre per la duplicità di ragazze che ronzano intorno al caschetto d’oro, sempre tamarro, di Nino D’Angelo.

Lui e la sua voce magica, la sua bravura sensazionale. Lui e la sua innamorata Maria (sempre ovviamente Roberta Olivieri)...

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Un jeans e una maglietta

Un jeans e

una maglietta

Un miracolo in stile San Gennaro o quasi. Il caschetto biondo e molto tamarro di Nino D’Angelo tramutò un’esile e scontata pellicola, sulla quale in pochi puntavano, in un blockbuster italiano che al Sud sorpassò gli incassi di “Flashdance”.
Contenti di questa vittoria nostrana che vede l’astuto Nino all’epoca lontano dalla rivalutazione artistica, dobbiamo però dire che questo film è di un trash spaventoso. Il musicarello neomelodico di cui Nino è stato l’eroe è già di per se la versione più zuccherata (ancora!) dei predecessori dello stesso genere e come se non bastasse, visto il periodo, qui si respira pure un’aria pop-trash anni ottanta.

In questo film del 1983 di Mariano Laurenti, dal titolo italianizzato di un album di Nino D’Angel...
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L’infermiera nella corsia dei militari

L’infermiera nella

corsia dei militari

-Cavalier Gedeoni ma possibile che lei mi deve sempre rompere i…come si chiama di nome?
-Galeazzo
-Tutte le rime se le cerca eh!”

Mariano Laurenti ci spinge con questa pellicola verso l’obiezione di coscienza, non civile come ai tempi della leva obbligatoria ma cinematografica, nel senso che obiettiamo sull’utilità e sulla riuscita di questo film. 

Siamo ai limiti dei “barzelletta movie”, anzi un piede è decisamente dentro ma siamo fuori dai film sulle caserme, con quel “dei militari” che è banalmente un richiamo commerciale. Al loro posto troviamo, infatti, i “pazzi”, un termine che oggi costerebbe la pena di morte a qualunque regista/sceneggiatore che lo proponesse in chiave comica, sia al cinema sia in teatro.
Erano altri tempi e forse co...
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