Pearl

Pearl

Non mi piace la realtà
Le curiosità riportano che “Pearl” sia stato girato in gran segreto e in contemporanea con X, il primo film, con chiari e scuri (almeno per me) della trilogia di Ti West. Se così sono andate le cose, bisogna dire che gli sforzi maggiori, regista, autori e interpreti, li hanno messi qui, in “Pearl”, senza alcun dubbio.Tutto gira intorno alla performance straordinaria di Mia Goth che è pure sceneggiatrice, produttrice e tutto gira intorno al suo personaggio che dà il titolo al film e che vedremo anziana in X (non aggiungo altro)...
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X: A sexy horror story

X: A sexy horror story

Dying to Show You a Good Time
Ho letto cose magnifiche su questo film diretto da Ti West, uno dei registi horror più apprezzati di quest’epoca e le ho lette anche da parte di critici, notoriamente, dai gusti difficili.
Mi aspettavo dunque un capolavoro, che non ho visto. Non voglio fare, io, il difficile e lo voglio dire subito, questo primo capitolo della trilogia “X” non è un brutto film, ha tante cose buone, ma alla fine siamo sempre lì: a ricordare gli anni settanta e le pietre miliari dell’horror, “The Texas Chain Saw Massacre” soprattutto e tanti altri, arrivando fino a “Shining”.
Se fosse uscito venti anni fa, probabilmente direi che l’omaggio al cinema che fu è stupendo, interessante, sentito...
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Novelle licenziose di vergini vogliose

Novelle licenziose

di vergini vogliose

Ma che? È mai possibile che dovete scrivere sempre codeste zozzerie? Zozzone!
Titolo stuzzicante, canzoncina sui titoli di testa intitolata “Belzebù” (almeno credo), davvero divertente e regia di Joe D’Amato. E per di più un incipit niente male con Giovanni Boccaccio che sogna un viaggio nel girone degli “zozzoni” all’inferno.
Tutto pronto dunque per un film caldo, geniale, divertente. Almeno, è questo che si pensa, viste le promesse.
Purtroppo però questo lavoro del 1973 è abbattuto innanzitutto da una povertà di mezzi impressionante e poi da una scrittura raramente convincente. E poco serve la tonnellata di nudi, le storie “licenziose” (poi nemmeno più di tanto) a salvare il tutto. Per nostra fortuna il buon Joe D’Amato a...
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The Valley of Gwangi

The Valley of Gwangi

I tell you, if he does not go back to the forbidden vally we shall all suffer a terrible fate. My eyes are blind but I can still see the signs.
Cowboys e dinosauri. Messico e zingari. Un po’ di machismo, certo, il solito eroe americano, ma si può dire che “The Valley of Gwangi” sia un film curioso e originale per la commistione di generi.
A ciò va aggiunto che agli effetti speciali troviamo il maestro Ray Harryhausen, anche produttore, che forse qui non è sempre all’altezza della sua fama, ma in fin dei conti porta a casa il compito tra i già citati dinosauri e cavalli in miniatura.


La storia della produzione di “The Valley of Gwangi” (Gwangi vuol dire lucertola per i nativi americani) inizia addirittura nel 1942. Willis O’Brien colui che ha creato g...
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Le impiegate stradali (Batton Story)

Le impiegate stradali

(Batton Story)

Abbiamo un’arca di scienza che batte il marciapiede. Chissà come devono essere interessanti le sue lezioni private
Riporta Wikipedia tra le curiosità “In questo film Femi Benussi non si spoglia mai”. Beh, non è una bella notizia, ma fosse quello il problema qui, saremmo a posto. Invece no, quella è il problema meno grave.
Mario Landi la cui carriera cinematografica va al contrario di un’apprezzabile carriera di regista televisivo, lavora su una sceneggiatura davvero inquietante e poverissima che semplicemente non funziona.


Per prima cosa non è chiaro se “Le impiegate Stradali” sottotitolo “Batton Story” voglia essere una commedia sulla prostituzione o un film che in maniera leggera vuole parlare delle condizioni delle prostitute ...
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The Creeping Flesh

The Creeping Flesh

Unfortunately, in the state of society as it exists today, we are not permitted to experiment on human beings. Normal human beings.
Christopher Lee, Peter Cushing, Freddie Francis. Ma anche l’Inghilterra di fine ottocento, l’eleganza delle scene e un lieve erotismo. Sì lo so, state pensando che sia un film della Hammer in piena regola. E invece no. La Tigon, specializzata anch’essa in horror, punta senza ipocrisia al pieno stile dell’antagonista Hammer, tanto che in molti pensano, ancora oggi, che sia un loro prodotto.
E nel bene e nel male il vulcanico proprietario della compagnia Tony Tenser (che lascia la stessa dopo l’uscita di questo film), riesce nel suo intento. “The Creeping Flesh” è un horror interessante, tenuto in piedi dalla nota coppia di at...
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Provincia Violenta

Provincia Violenta

Ieri sono andata a vedere un poliziesco italiano… la solita roba, sono tutti uguali
Franco Sereni picchia come un fabbro e spara senza sosta. Un tipo che se gli rubi il parcheggio al supermercato ti ammazza senza pensarci. Almeno penso.
Questo è il biglietto da visita di un commissario che non ci pensa due volte a far fuori, rapinatori, rapitori e pure semplici ladri, come ci viene mostrato nei primi minuti di questo scarsissimo poliziottesco diretto da Mario Bianchi, con protagonista Calogero “Lino” Caruana che a guardare il curriculum ha fatto piccole parti di contorno in alcuni film di genere.


Non è chiaro se Bianchi volesse fare un vero poliziottesco oppure una parodia considerando la frase che ho sottolineato in alto. Quello che è certo è che “Provincia V...
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Cobra Kai – 5

Cobra Kai – 5

Il dolore non esiste!
Ahi. Prime crepe in una serie che in quattro stagioni è sempre riuscita a reinventarsi, a omaggiare il franchise da cui è tratta e anche a riderne. Ma anche una serie che ha trattato temi importanti (come il bullismo), con una freschezza convincente.
La quinta stagione però dimostra che l’idee non sono infinite e che forse “Cobra Kai” sta cominciando a prendersi sul serio, troppo sul serio. Si nota una certa ripetitività delle situazioni, uno sviluppo più lento dei personaggi (non tutti sia chiaro) e un certo puntare su alcuni punti fermi che pensavo fossero già passati, come ad esempio i patemi d’amore tra Miguel e Samantha o il “distruggere tutto” per poi riprendere il controllo. Senza contare un “Casus belli” fin troppo assurdo...
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Pierino contro tutti

Pierino contro tutti

Col fischio o senza?
Scoregge, battute sconce, merda, barzellette già vecchie nel 1981, fanno di questo film una delle cose più brutte mai prodotte. Ma pazienza. Perché allo stesso tempo fanno di “Pierino contro tutti” in quel 1981 è uno dei più clamorosi successi dell’anno. Tanto da generare sequel e apocrifi tanto da “uccidere” Alvaro Vitali che non riesce più a scrollarsi di dosso il personaggio. Perché se dici Alvaro Vitali a una persona che non segue molto il cinema, sicuramente risponderà “Ah, Pierino”.

Vitali di cui non sto a ricordare il curriculum (tanto lo conosciamo a memoria tutti no?) al tempo era costretto a rinunciare a “cachet” importanti tanto era impegnato a girare film ispirati al noto bambino delle barzellette.
A gestire ...

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Dolce pelle di Angela

Dolce pelle di Angela

Comunque l’ingenuità è una cosa da bambini e tu non sei più una bambina
Vagando tra Tinto Brass e Michele Massimo Tarantini, Andrea Bianchi, che si firma Andrew White, dirige un film in cui cerca di mischiare dramma e commedia, soft-core ed erotismo.
Il tutto si poggia su Michela Miti, la “Angela” del titolo che vive la parabola dell’ingenua campagnola che scopre la vita grazie a una serie di imprevisti. Un’idea classica, che vede la protagonista passare buona parte della storia nuda e in scene soft core, per la gioia dello spettatore e per quella di Andrea Bianchi, che tutto sommato non dirige nemmeno male, ma che si salva grazie alle fattezze della Miti e delle attrici comprimarie (anche loro notevoli).
Ma a parte la quota “carnazza” e la presenza di ...
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