Poliziotto solitudine e rabbia

Poliziotto solitudine

e rabbia

-Ma non mi inviti a sedere?
-Preferisco vederti in piedi
-Perché aspetti qualcuno?
-No, no, è per un altro motivo, le tue gambe sono così perfette che è un peccato che tu non ne abbia tre

Il baffo pettinato. Lo sguardo di chi è stanco della vita. La lingua tagliente di chi sa dire la cosa giusta al momento giusto. E anche fare la cosa giusta. Sempre.
Maurizio Merli, che non ha bisogno di presentazioni, si mette per l’ultima volta il distintivo per una co-produzione tedesca girata dal buon Stelvio Massi.
Siamo ormai nel 1980, il genere poliziottesco è tramontato, ma Massi ci prova con impegno, partendo anche da un titolo gustoso come da prassi.
Ma la professionalità e l’impegno del regista, che mostra come sempre una buona mano, soprattutto nelle ...

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The playmates in deep vision 3-D

The playmates

in deep vision 3-D

The First X-Rated Sextravaganza

Due pezzi di cellophane trasparente o ancora meglio di carta colorata trasparente, un pezzo di cartone per fare gli occhiali e magicamente dal vostro schermo usciranno un sacco di ragazze nude o seminude e vogliose. Che ci vuole?
Il tutto grazie a un rivoluzionario processo, come dice lo slogan. Se non dovesse funzionare però, vedrete un film con quel fastidioso effetto bi-colore, ma in ogni sempre un sacco di ragazze nude o seminude e vogliose.
Fondamentalmente questo film è tutto lì. Il classico filmetto degli anni settanta, 1973 per la precisione, che mette insieme scenette softcore unite da un sottile filo, questa volta rappresentato da uno “studio” della dottoressa Kinsey sulle abitudini sessuali degli scambisti...

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Camping del terrore

Camping del terrore

Lui uccide, Ben! Ha ucciso senza pietà tutti i nostri amici!

Super cast con David Hess, Mimsy Farmer, Charles Napier, John Steiner, Ivan Rassimov una ventiduenne Nancy Brilli, senza dimenticare Bruce Penhall, famoso per la serie Chips. E super regista, visto che c’è il buon Ruggero Deodato.
Che potrà mai andare storto? Bella domanda la risposta è: tutto. A cominciare dalla sceneggiatura, (quasi) un plagio di “Friday the 13th” ma sei anni dopo e fuori tempo massimo, che oltre a questo non è altro che un “Body Count” (come il titolo internazionale) di ragazzi e ragazze fatte a pezzi dal solito maniaco.
Deodato di certo non è l’ultimo arrivato e cerca di sopperire alle mancanze della sceneggiatura di Alessandro Capone, Luca D’Alisera e Sheila Goldberg

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365 giorni – adesso

365 giorni

adesso

-È stato un piacere, Laura dalla Polonia
-Piacere mio, Nacho il giardiniere

Prima scena: scopano. Su una terrazza panoramica. Sempre loro, Massimo “sempre incazzato” Torricelli e Laura “l’algida vittima polacca” (Michele Morrone e Anna Maria Sieklucka). Seconda scena, lei dice a un’amica che ha perso il figlio di Massimo, causa quell’incidente al termine del primo film. Seguono luoghi comuni sui mafiosi e soprattutto sui siciliani. Olè!
Il secondo capitolo della saga scritta da Blanka Lipińska, definibile come le “50 sfumature” dei poveri, possiamo dire, che inizia col botto.
Chiaro, fin da subito, che i registi Barbara Białowąs e Tomasz Mandes, tra il primo capitolo e questo, non hanno fatto corsi di regia e che riprendono lo stile e le moda...

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Bad Girls Dormitory

Bad Girls Dormitory

These Bad Girls Don’t Get Much Sleep!

La prima, arrestata ingiustamente per prostituzione, un’altra, incastrata per spaccio. La terza fermata per essersi difesa da un tentato stupro.
La premessa da classico WIP, cioè che le detenute non sono (tutte) cattive, per un film terribilmente assurdo di Tim Kincaid che ha il pregio di trasmettere l’aurea anni 80. Stupida, volgare e vuota. Ma ci riesce bene.
Tim Kincaid, che spesso si firma Joe Cage, è un regista, produttore, noto per diversi b movies passati alla storia come “Breeders”, “Robot Holocaust” e soprattutto per film porno gay, un genere in cui ha fatto storia. Un tipo eclettico direi.
Qui lo troviamo nel 1986, con un film che s’ispira chiaramente al Women In Prison, ma cambiando qualche cosa.

Inna...

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Girl Boss Guerilla

Girl Boss

Guerilla

You punk! Shithead!

Vado a memoria, ma sono abbastanza sicuro. È la prima volta che vedo uno che si spaventa perché una ragazza gli fa vedere le tette. Va anche detto che è la prima volta che vedo un gruppo di ragazze che se le tatuano come simbolo di appartenenza a una gang.
E se di prime volte parliamo, qui, ci troviamo con uno dei primi episodi del Pinky Violence.
Siamo nel 1972 e Norifumi Suzuki, uno dei pilastri del genere, ha già diretto un anno prima “Sukeban burûsu: Mesubachi no gyakushû” il primo della fortunata serie sulle Sukeban, le famose gang femminili.
Sempre per la Toei un anno dopo dirige questo “Sukeban gerira”, ovvero “Girl Boss Guerilla” che diventa uno dei cult del genere. Meritatamente.
Passata la parte storica e anche un po’ n...

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L’occhio dietro la parete

L’occhio dietro

la parete

Io non voglio essere responsabile di altre vite! E’ la mia sola vera arma contro la vita! Il rifiuto di creare altri passeggeri per questo ignobile autobus!

Giuliano Petrelli nel cinema ha fatto l’attore e l’autore e il regista di un solo film. Questo. Poi non so cosa sia successo, ma non importa, fossi stato in lui, se avessi potuto, ci avrei riprovato a sedermi dietro la macchina da presa.
Perché se a questo film del 1977 togli tutti i difetti, le ingenuità, le assurdità, si scorge qualche cosa di positivo. Certo, le cose che non funzionano sono tante, tantissime e colpiscono duramente tutto il film ma qualche lampo di genio non manca.
A cominciare, anzi a finire, dal colpo di scena finale, che per quanto tirato e veloce dà un senso a tutto.
Un’alt...

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I boschi di Rivoli


Il 29 Gennaio del 1956 un gruppo di cacciatori trova nei boschi di Rivoli, vicino a della legna, il corpo martoriato di Tersilia Cavallo. Una lita per la legna? O c’è dell’altro?

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Más allá del terror

Más allá del terror

When I want something I get it no
matter what it takes, understand?

Lo stupore, la gioia, che uno prova quando scopre una vera propria perla del fatato mondo b’s è impareggiabile. Una di queste perle è “Más allá del terror” conosciuto anche come “Beyond Terror”, film spagnolo del 1980 per la regia di Tomás Aznar che in una carriera molto breve è passato da più generi.
Qui Aznar dirige un film la cui etichetta di horror è molto stretta. “Más allá del terror” è sì un horror, ma di quelli che quando lo guarderete vi sentirete drogati da qualche sostanza allucinogena che vi porta a vedere cose che non hanno un gran senso e vedere scene di violenza del tutto gratuite. Più qualche veloce scena di nudo.
Weird dal primo all’ultimo minuto, con un...

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La Strage di Villarbasse

Villarbasse è un tranquillo e piccolo paese nella prima cintura di Torino. Il suo nome è entrato nella storia d’Italia, per un crudele fatto di cronaca e per il suo epilogo.

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