Brigitte Lahaie tagged posts

Les deux orphelines vampires

Les deux

orphelines vampires


-Our day for us is blue.
-The light for us is black…
-and other people’s sun has made us blind…
-but when it is hidden…
-…our dream begins.

Come dice quel detto che “il primo amore non si scorda mai”, Jean Rollin torna dopo circa quindici anni al caro amato tema dei vampiri. Per diverse e inaspettate congetture il regista francese vive un inaspettato momento di fama e di apprezzamento per la sua filmografia.
Incredibile vero? La sua rinascita e riscoperta inizia con la pubblicazione di un volume enciclopedico del cinema a firma di Cathal Tohill e Pete Tomb, che appunto scopre e fa uscire dalla tomba (virtualmente s’intende) il regista francese.

Su quest’ondata di felicità, Rollin dirige un film liberamente ispirato a un suo omonimo romanzo e il cui t...

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La nuit Des Traquées

La Nuit Des Traquées



 In the memory we share we were running away

La Défense di Parigi, il quartiere moderno e proiettato al futuro, oltre ad essere la location di questa pellicola è un bel parallelismo con la scelta di Jean Rollin, che si lascia alle spalle i vampiri e il mondo dell’hard lanciandosi in un tema difficile: la pazzia e le strutture per malati di mente.
L’ennesimo tentativo del regista francese che cerca di raddrizzare la sua carriera, inizia con la proposta alla produttrice Monique Samarcq di realizzare un film horror in poco tempo e con lo stesso budget di uno hard. Affare fatto.
L’operazione risparmio continua poi con un cast preso direttamente dal porno, attori e attrici che secondo Rollin potevano fare anche altri generi e che si trovano ad avere una grande oc...

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Sechs Schwedinnen Von Der Tankstelle

sechs schwedinnen von der tankstelle

Sechs Schwedinnen


Von Der Tankstelle

-Benzinaia!”
-Arrivo! Buongiorno, desidera?
-Benzina per il momento…
-La vuole proprio?”
-Oh sì…
-Allora per il momento lo infiliamo dentro così…e lei vuole infilarsi un po’ sdraiandosi con me?”

Le sei “svedesi” con maglia viola, gonnellino e senza intimo (è un obbligo), tornano fieramente alla ribalta delle cronache di paese, dopo aver conseguito il diploma nel college di “Sechs Schwedinnen Im Pensionat”. Cercano e trovano lavoro, solo un anno dopo (beate loro!) in una stazione di servizio con ristorante in un piccolo paese svizzero. Il ristorante per la cronaca si trova a Avegno Gordevio, nel canton Ticino, che potrebbe essere anche la location delle riprese in esterno, mentre la pompa di benzina, serve unicamente a movimentare la...

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Gefangene Frauen

Gefangene Frauen
You cannot and will not leave this island. As a reminder you will no longer wear your clothes. Everyone undress!

Più delle parole, c’è una scena che descrive benissimo questa ennesima follia di Dietrich. Brigitte Lahaie che interpreta Rita, una prostituta che lavora in un bordello, si fa togliere gli stivali completamente nuda. La camera invece di seguire l’azione, preferisce fermarsi sui dettagli (indovinate quali…) dell’ex pornostar francese. Et Voilà.
Possiamo anche finire qui la recensione, perché questo “Woman in Prison” del 1980 è tutto qui. Un lungo carosello di donne nude con ampie zoomate sugli organi sessuali femminili e con diverse scene soft-core.
Non che Erwin C. Dietrich ci sorprenda, questo sia chiaro, lo conosciamo bene e questo è solo...

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Bordel SS

Bordel SS

 
Dove le va a pescare certe idee, chissa! Non mi risulta che abbia fatto una scuola speciale
I tedeschi stanno vincendo la guerra, hanno quasi conquistato la Russia. No, no, i tedeschi stanno arretrando sono gli Alleati stanno vincendo. Ma chi se ne frega, basta che qui si scopi!
Questo è “Bordel SS” in due righe e credeteci, non abbiamo esagerato. José Bénazéraf regista francese noto per i suoi film fuori dagli schemi (e per esserseli prodotti da solo) realizza nel 1978 un nazisploitation che spreca un’idea originale per il genere. Il concetto non è male, perché siamo nella Parigi occupata, nella quale le ragazze di un bordBordel SSello soddisfano i militari e gli ufficiali nazisti e comunicano le informazioni (militari naturalmente) alla resistenza.

Purtroppo però, t...

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Sechs Schwedinnen im Pensionat

 Sechs Schwedinnen

heja! heja! Teens raus aus den jeans

Letteralmente dal tedesco “Sei Svedesi In Collegio”, ma dobbiamo dirvelo subito: non ci sono svedesi in questo film. Nemmeno il regista. Nemmeno un tecnico. C’è invece il fervido, ironico e un po’ maniaco, genio del cinema erotico “low budget” Erwin C.Dietrich che ci offre un suo solito lavoro, cioè una banale scusa per mostrare donne nude e scene di sesso al limite del porno.
Va riconosciuto che questo è un film pensato bene e che ha due connotati perfetti per il genere. Il collegio e le svedesi. Il primo è un’ambientazione ideale per una storia di questo tipo, mentre le seconde sono un soggetto ottimo per tante avventure calde. Il risultato è che insieme, accendono le più fervide fantasie...
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L’Exécutrice

L’Exécutrice

 



Tu ne vas pas a changer sheriff

Ci sono cose che in questo film possono far pensare a tutt’altro. Tipo il nome di Brigitte Lahaie o le immagini sadomaso che aprono la pellicola e il curriculum del regista Michel Caputo, a noi sconosciuto, ma che ha realizzato un film come “Chaude et humide Natacha”. Si può pensare dunque, che questo sia un film con un bel po’ di carne al vento. Invece no. Se per il regista scuserete la nostra più colossale ignoranza in merito alla sua carriera, per Brigitte Lahaie, dovevamo sapere che a partire dalla fine degli anni settanta ha iniziato, (con “Les Raisins De La Mort” del 1978 per la cronaca), una carriera fuori dal mondo del porno che l’aveva resa famosa.

Quindi questo film del 1986 delude certe calde aspettative e ...
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