El Bar

El Bar

 

Pedir un café puede costarte la vida”

Dopo aver visto questo film, non sono più entrato in un bar perché ho paura di finire in una storia come questa. E cioè una vicenda che esaspera gli isterismi moderni, le paure, i dubbi, la mancanza di fiducia nelle istituzioni e la deviazione delle stesse.

Quel genio di Alex De La Iglesia ancora una volta mostra la sua straordinaria capacità di saper leggere la società del momento, di triturarla in maniera feroce e di riderci su, inserendo il tutto in un ambiente surreale tra horror e thriller. Si può dire che abbia scritto la sceneggiatura, con il fido Jorge Guerricaechevarría, quando sul suo comodino c’era “And Then There Were None” o comunque con bene a mente la struttura de la “Camera chiusa”. E si può dire che come sempre ci racconta il tutto con una tecnica suggestiva e una bravura (da sempre) indiscussa. Ci troviamo a Madrid (e dove sennò?) e più precisamente nel sempre amato quartiere di Malasaña, dove il bar “El Palentino” diventa il modello (e in seguito il luogo della presentazione del film) per il bar del titolo, ricostruito poi in studio. Mentre la vicina Plaza de los Mostenses è il set per gli esterni.

Nel locale, come suggerisce il titolo, scoppiano gli eventi. Una serie di situazioni coinvolgono dei personaggi che rappresentano la società attuale. Il giovane hipster conEl Bar barba, bretelle e cuffie enormi. La bella in carriera e soprattutto alla ricerca dell’anima gemella e di un carica batterie. Una signora di mezza età che gioca alle slot machine. Un rigido signore con valigetta ventiquattrore. Un mendicante folle. E infine la proprietaria del locale e il barista.
Introdotti tutti quanti da un inizio a dir poco entusiasmante, con dei titoli che col senno di poi ci spiegano un po’ la vicenda e una serie di piani sequenza che accompagnano con ironia corrosiva i protagonisti dentro a “El Bar”.

Tra un caffè e l’altro uno dei clienti esce e viene freddato da un qualcuno che non vediamo. Un cecchino con ogni probabilità. Ben presto questo piccolo gruppo di sei persone capisce di essere intrappolato. I cellulari non funzionano e i telegiornali parlano solo di un incendio in zona. Ma che è successo? Un attentato di cui è colpevole uno dei presenti? O magari l’Isis? Una rapina? O più semplicemente la polizia si è dimenticata di sgomberare anche il bar? Tutti questi dubbi scatenano una feroce lite nel gruppo che cresce d’intensità quando dal bagno sbuca un uomo visibilmente stravolto, probabilmente malato o colpito da un virus. Lo scontro El Bar(e le accuse) in seno al gruppo raggiunge livelli di isterismo altissimi e ognuno cerca di salvarsi.

La seconda parte del film ancora più claustrofobica della prima (ci troviamo nella cantina del locale con meno personaggi) patisce un calo come quasi tutti i film di Alex De La Iglesia che si riprende in un finale d’effetto che sottolinea ancora una volta la capacità di critica del regista.
Un Alex De La Iglesia decisamente ispirato e come sempre ottimo dietro alla macchina da presa, in un film che raggiunge gli obiettivi. A volte pesante, soffocante e soprattutto capace di smascherare tutte le nostre ipocrisie.
Il cast è composto da fidati e ottimi attori della sfera De La Iglesia/Almodovar. C’è la bellissima Blanca Suárez, un irriconoscibile Marco Casas, Carmen Machi, Secun de la Rosa, Jaime Ordóñez e Jordi Aguilar. E va da se che trovarseli tutti a “El Bar” è sicuramente sinonimo di un’avventura che non può fallire.

 

 

 

Scheda Tecnica
Titolo Originale: El Bar
Titoli alternativi: El Bar – Frühstück mit Leiche (Germania), Pris au piège (Francia), Το Μπαρ (Grecia), Дикая история (Russia), The Bar (Svezia), The Bar (Internazionale)
Anno: 2017
Nazione: Spagna
Regia: Alex De La Iglesia
Cast: Blanca Suárez, Marco Casas, Carmen Machi, Secun de la Rosa, Jaime Ordóñez, Jordi Aguilar
Durata: 102’
Casa di Produzione: El Bar Producciones, Atresmedia Cine, Nadie es Perfecto

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