Emanuelle Nera

 

Emanuelle Nera

Comunque non avere paura a noi cannibali non piacciono i wuster
Più di un cult, meno di un film. Va detto: questa pellicola ha una storia banale, scene erotiche telefonate e avvenimenti trascinati con forza. Eppure “Emanuelle Nera” è il numero uno di un filone di culto, del quale sfidiamo chiunque a trovare un essere umano, che non ne abbia visto un episodio o almeno qualche scena.
Un mito, in ogni caso. Una serie che ha un suo fascino, un suo perché e che con qualche inspiegabile motivo, crea una sorta di legame con lo spettatore.
Il successo? Forse nasce da quella sottile vena “non trash” che porta con se una morale di fondo estremamente liberale ed emancipata che poi sfocia in tante scene di sesso dozzinali. Ma è un altro discorso.
La saga segue la scia di “Emmanuelle” il famoso film erotico di Just Jaeckin con Sylvia Kristel, ispirato a un omonimo romanzo. La versione italiana però perde una “M” nel titolo e acquista colore con la protagonista.
Colore della pelle, ma anche di intenti con un personaggio che è da un lato una femmista scatenata e dall’altro arrapa gli uomini.Gabirele Tinto, Laura Gemser
Emanuelle è una giornalista d’assalto padrona di se stessa e del suo corpo, che decide cosa fare, dove andare, con chi andare a letto, usando la propria femminilità come un’arma che le fa vincere ogni battaglia. Emanuelle è dunque una bellissima donna, che si spoglia con facilità e sulla quale i registi amano dilungarsi in inquadrature. Uomini e donne accontentati.

La nostra eroina in questo primo film, parte per il Kenya per fare un servizio. Lì è ospitata da Gianni e Ann Danieli una coppia più che aperta, che passa le sue giornate tra tradimenti reciproci e feste disinibite. In breve tempo Emanuelle s’innamora di Gianni e viceversa. Il loro amore è tormentato e non trova pace e la nostra riparte per nuove e folli avventure. Nel mentre però Emanuelle si consola con un amico di Gianni, giustificando la cosa con un “mi è saltato addosso”, con l’insodisfatta Ann e pure con una squadra di Karin Schuberthockey su prato incontrata in treno.

Un gran giro di scopate e tradimenti, senza un vero e proprio obiettivo. Ma la pellicola scorre via con facilità e con piacere, grazie alla bellezza delle due attrici principali. È solo uno dei suoi primi film, ma Laura Gemser diventa la regina della serie, dando un volto a un personaggio che non abbandonerà mai e che ripropone anche in qualche spin-off. Un personaggio che la fa diventare un’icona del cinema erotico e visti gli inserti hard (girati da una controfigura), per vario tempo il pubblico la crede anche attrice porno.

Indonesiana, fotomodella, Laurette Marcia Gemser si trasferisce da piccola ad Utrecht in Olanda dove studia moda e diventa fotomodella. Il suo fascino esotico le fa guadagnare una certa fama in Belgio ed Olanda grazie ad alcuni nudi apparsi sui giornali. Poi viene ingaggiata per “Amore Libero” e per il vero sequel del film di Jaeckin, prima di diventare la giornalista di questa serie.
Con lei troviamo un’altra icona del cinema anni settanta e ottanta: Karin Schubert. Un’attrice tedesca dalla vita molto triste, Laura Gemserpassata da essere tra le protagoniste della “Commedia-sexy all’italiana” (la ricordiamo volentieri per il “decamerotico” “Quel Gran Pezzo Dell’Ubalda…” e per “L’infermiera Nella Corsia dei Militari”) a film porno, unicamente per questioni economiche. Che tristezza che una tale naturale bellezza si sia dovuta svendere e che abbia, come dice Wikipedia, avuto grossi problemi che l’hanno portata a tentare il suicidio più volte. Ora vive nel Lazio e ha un sito monografico a lei dedicato.

Anche la parte maschile del cast può vantare due belli e famosi. Uno è Angelo Infanti noto per questa serie, ma soprattutto per i primi film di Verdone, “Bianco, Rosso e Verdone”, “Borotalco”, “In Viaggio Con Papà”, oltre a una parte in “Attila, Flagello di Dio” e all’inizio della carriera nel Gabriele Tinti, Laura Gemser“Padrino”. L’altro è Gabriele Tinti che lega il suo nome al “Cinema di Genere” e anche a Laura Gemser con la quale recita spesso e ne diventa il marito.

“Emanuelle Nera” del 1975 è l’unico film diretto da Albert Thomas pseudonimo di Adalberto Albertini, regista, sceneggiatore e autore presente nel cinema dalla Seconda Guerra Mondiale a metà degli anni ottanta. Negli anni settanta Albertini si è impegnato molto nel cinema di genere, passando per diversi generi. Persa la direzione della serie, che passa come sappiamo al buon Joe D’Amato, Albertini “si vendica” girando due film paralleli: “Emanuelle Nera 2”, per il quale trova un’attrice somigliante a Laura Gemser ed “Emanuelle Gialla”.
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Emanuelle NeraScheda Tecnica



Titolo Originale: Emanuelle Nera
Titoli Alternativi: Black Emanuelle (Internazionale), Black Emanuelle en Afrique (Francia) Black Emmanouella (Grecia),  Emanuelle Negra (Portogallo, Spagna), Emmanuelle in Africa (indefinito)Emmanuelle’s Holiday     (USA)
Anno: 1975
Nazione: Italia
Regia: Adalberto Albertini
Cast:  Laura
Gemser, Gariele Tinti, Karin Schubert, Angelo Infanti, Isabelle Marchall

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