Graffiante Desiderio
Pensi che possa fermarmi qualche giorno qui da te?
Ed era un fatto sottolineato anche dall’incredibile “Spiando Marina” che a parte le tette della Caprioglio non aveva nient’altro di interessante.
Evitando di lasciarci andare a righe e righe di storia, rimpiangendo i suoi film degli anni settanta, torniamo secchi al 1993, anno in cui nonostante il calo, Martino realizza quest’ulteriore thriller erotico. “Graffiante Desiderio”. Al posto della Caprioglio, troviamo l’elegante bellezza di Vittoria Belvedere, poco più che ventenne e già vista in opere dei fratelli Martino.

La facile battuta sul cognome dell’attrice a parte essere scontata è veritiera e così come la Caprioglio in “Spiando Marina”, lei è l’unico motivo valido per il quale si può decidere di vedere questa pellicola.
Tra le due comunque c’è una certa differenza, se Debora Caprioglio è un’esuberante bellezza, Vittoria Belvedere ha un aspetto più elegante e infatti il suo personaggio non gira per casa senza vestiti e soprattutto non gioca con i serpenti.
A parte la Belvedere troviamo il comico Andrea Roncato nella parte di un ricco imprenditore edile molto libertino. Un ruolo però che l’attore bolognese non ha nelle sue corde e che quindi rende poco credibile, anche se la sua “maschera individuale”, non ce ne vogliano i suoi fan, lo vede particolarmente adatto a parti da “libertino”.Sua moglie, altra figura molto aperta, è interpretata nientemeno che da Serena Grandi che purtroppo si ferma a interpretare un ruolo esclusivamente sexy e provocatorio solo a parole. Una bella coppia insomma, che dà lavoro al protagonista Luigi, un post-yuppie intelligentissimo e fidanzato con Cinzia con la quale convolerebbe presto a nozze, se nella sua vita non arrivasse Sonia (Vittoria Belvedere). La ragazza è una conturbante cuginastra di Luigi, che in breve tempo conquista l’uomo, distrugge la sua relazione con Cinzia, ma nasconde inquietanti fatti che sconvolgono la vita del nostro rampante “palazzinaro”.
Vittoria Belvedere invece ha abbandonato presto il genere, per dedicarsi alle serie TV e alla conduzione televisiva, che si può dire abbia avuto il suo picco con la conduzione del “Festival di Sanremo” del 2003 con Pippo Baudo e Manuela Arcuri.
Cameo per Hal Yamanouchi, un attore giramondo dal grande curriculum.

















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