Laura’s Toys

Laura’s Toys



 She played a swapping game where three wasn’t a crowd

Un film pieno di belle ragazze nude e scene soft-core è una formula vincente o che almeno dovrebbe tenerci incollati allo schermo. Invece, incredibilmente, dobbiamo dire che “Laura’s Toys” riesce nell’intento di procurarci una certa noia. Annoiati dalle tette. Chi l’avrebbe mai detto. Annoiati da un film di Joseph W. Sarno. Sembra un affronto a un regista importante che se anche appare per la prima volta su queste pagine ha la nostra massima stima.

Joseph W.Sarno da New York è stato uno di quei pionieri, folli e sfacciati, che hanno traghettato il cinema dal nudismo, al nudie-cutie per arrivare alla sexploitation. Un po’ come il nostro amatissimo Russ Meyer che non citiamo a caso, perché i due hanno iniziato allo stesso modo, riprendendo immagini di Laura's Toysguerra. Sarno però segue poi una via più intellettuale. Cerca l’eleganza nelle immagini, racconta dell’ansia della middle-class, la repressione sessuale, indaga nella psicologia dei suoi personaggi cercando di creare figure complesse e profonde.

Non siamo qui per una monografia su Sarno, quindi ci limitiamo per ora a dire che tanti suoi film scrivono la storia della sexploitation e che nel 1968 gira in Svezia e negli studi usati da Bergman il film “Inga”. Da qui in poi Sarno inizia a lavorare sovente nel paese scandinavo, usando attori e attrici svedesi per lavori destinati al mercato americano. Tra questi c’è il film del quale stiamo parlando.
L’inizio degli anni settanta sono un buon periodo per Sarno che gira alcuni dei suoi lavori più famosi “Confessions of a Young American Housewife” del 1974 e “Abigail Lesley Is Back in Town” del 1975 e poi arriva questo discutibile “Laura’s Toys”. Girato sull’isola di Mjolko, non lontano da Stoccolma il film ha un cast che come il solito mischia Svezia e Stati Uniti e fa affidamento sulla splendida Mary Mendum (Rebecca Brooke) e su Eric Edwards, due attori, soprattutto la prima, che hanno Laura's Toyslavorato spesso con Sarno.

Meno interessante e molto più lento dei precedenti film del periodo “Laura’s Toys” racconta molto semplicemente di una sorta di vendetta. Laura (Mary Mendum) e suo marito Walter (Eric Edwards), sono due archeologi che stanno lavorando su una piccola isola. Con loro c’è Anna l’assistente di Walter. Tra i due nasce una storia di sesso e Laura, scoperto il tradimento, riallaccia i rapporti con un Hanni una sua vecchia amante con la quale pianifica di sedurre Anna.
L’ambientazione interessante tra isola e Stoccolma, la bravura di Sarno dietro alla macchina da presa e la sua capacità di sottolineare ottimamente i momenti erotici, ci fanno dimenticare una trama molto banale e l’astuzia di riempire la pellicola di nudi e scene di sesso per mandare avanti la storia.
Laura's Toys
Non incide “Laura’s Toys” e la solita voglia del regista di indagare nel profondo dei personaggi aggiunge lentezza e noia. Il finale molto scontato e purtroppo molto “happy” fa il resto.
 Senza dubbio il cast è di grande qualità a partire dalle comparse per passare per Anita Ericsson (Hanni) e la bellezza particolare di Cathja Graff e arrivare alla star: Mary Mendum. Conosciuta anche con lo pseudonimo di Rebecca Brooke è stata un’attrice attiva negli anni settanta, nel soft-core e nel porno. Semplicemente bella, come dicevamo, ha legato il suo nome a diverse pellicole di Sarno.

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608-laurastoys1Scheda Tecnica
Titolo Originale: Laura’s Toys
Regia: Joseph W.Sarno
Anno: 1975
Nazione: USA
Cast: Mary Mendum, Anita Ericsson, Cathja Graff, Eric Edwards
Durata: 103′

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