Le Frisson Des Vampires
these days everything is unbelievable, my friend
Erano anni di coppie che andavano in giro ed entravano in castelli sbagliati. Un’epoca di persone che si ritrovavano con tutti i capisaldi stravolti. E anche Jean Rollin ne ha due ai quali stravolge la vita. Forse è inutile dire che lo fa con i vampiri, ai quali aggiunge un po’ di miti pagani, un po’ di lesbismo, ma meno erotismo rispetto ai due precedenti film.
Il regista francese comunque, si porta dietro qualcosa dai suoi film passati, come il concetto di setta e di rivoluzione di le “Le Viol du Vampire” e la solita spiaggia bretone.
Ed è il peggior difetto di un film che a parte qualche alto e basso strutturale, poteva essere un buon hor
ror sexy e volendo anche una critica alla società così come “La Vampire Nue”. Invece si resta un po’ delusi dal tutto o se preferite, si resta affascinati soltanto dalla colonna sonora, una specie di rock/blues bianco molto intenso e da un paio di situazioni così trash da essere “cult”.Tra queste, che valgono la lunga visione della pellicola (1’36”), c’è l’uscita di una vampira da un pendolo, che sembra un po’ una soluzione alla Mornau. C’è un omicidio con un reggiseno appuntito (?) e c’è una grottesca fuga che è realizzata così male che ha tutto l’aspetto di uno sketch comico.
Con la sua lenta mano e la sua buona fotografia Rollin di tanto in tanto, regala immagini suggestive che accompagnano la storia di Ise e Antoine. In viaggio di nozze i due decidono di fermarsi in un vecchio castello abitato da due cugini della ragazza. Sono un po’ strani questi parenti di mezz’età, sembrano hippie esausti e passano il tempo tra strani riti e discussioni su antiche religioni. Antoine inizia a preoccuparsi, ad avere paura, mentre Ise rivive l’aria di famiglia facendosi conquistare anche da una misteriosa donna (quella che esce dal pendolo).Ben presto la coppia finisce per essere protagonista in questo strano posto dove la morte e la vita si confondono.
Rollin cerca poi di scatenare gli eventi negli ultimi dieci minuti di pellicola usando situazioni già utilizzate. “Le Frission Des Vampires” esercita in ogni caso un certo fascino nella particolare visione vampiristica del regista, non è ai livelli de “La Vampire Nue” per stile e trama, ma è come al solito un simpatico passatempo. Gli zii sono interpretati da Jean-Marie Durand e Jacques Robiolles, due attori francesi di grande esperienza, unici volti noti qui, fuori dalla cinematografia di Rollin.














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