The Ramrodder

The Ramrodder 

 

Laid in the 19th century american west…a time and place of unbridled carnage and carnality

Mandria di bovini, due cowboy scendono da una collina. Arrivati al fondo si fermano. C’è un bivio, le loro vite si separano. Ognuno per la propria strada.

I primi quattro minuti di “The Ramrodder” potrebbero star bene anche in una pellicola di Sergio Leone o di John Ford.
Perfetto, non c’è che dire, ma siccome qualcosa avevamo già letto, sapevamo che il film non avrebbe continuato su quella strada, ma non ci aspettavamo che già al quinto minuto tutto cambiasse, a partire con un gruppo di ragazze piuttosto in forma, che fanno il bagno in uno stagno sotto lo sguardo voyeuristico di uno dei due cow-boy.
“The Ramrodder” diventa presto un film nel quale per qualche ragione ogni donna che entra in scena finisce con le tette al vento (solo tette niente nudi), o a fare balletti sui quali la camera si dilunga con appassionate soggettive alla Meyer. Una storia dove gli “indiani” non sembrano minimamente indiani ma simpatici hippie pronti per “Woodstock”, (d’altronde il film esce agli inizi del 1969), che vivono in poche tende dipinte, in mezzo alla natura. 

Una pellicola, possiamo dire con certezza, figlia del suo tempo, “Make love, not War”, molto spensierata, con poca trama, pochi soldi, molte parti anatomiche e con qualche sfumatura da cinema “nudista”.

Nonostante la sua pochezza di mezzi e nonostante tiri per le lunghe con balletti, topless e improbabili lotte tribali sempre con le grazie al vento, “The Ramrodder” è un film che si lascia guardare senza impegno  e che si fa notare, oltre che per le attrici delle quali parleremo dopo, anche per l’idea di ambientare una storia da “sexploitation” in un ipotetico Far West, idea non nuovissima, ma sempre simpatica.

David F.Frieman è il produttore non accreditato di questa pellicola diretta da un misterioso Van Guylder, ed è stato uno dei grandi produttori per almeno due decenni di pellicole soft-core e non, con un picco negli anni sessanta e settanta. Di lui ricordiamo “The Adventures Of Lucky Pierre” uno dei primi film di Herschell Gordon Lewis, con il quale ha lavorato anche per “Blood Feast”, oppure “Trader Hornee”, “Space Thing”, “The Acid Eaters” e soprattutto “Love Camp 7” e “Ilsa She Wolf of SS”. Il regista il misterioso Van Guylder invece, altri non è che Ed Forsyth regista di “Superchick” e di “Chesty Anderson U.S. Navy”.

“The Ramrodder” racconta la storia di Rick, un cowboy che torna a casa dalla sua amata Lucy, dopo molto tempo, che lo aspetta nella vasca da bagno, con la porta di casa aperta. A parte questo, Rick fa amicizia con una tribù di indiani e poi durante un giro nei boschi s’apparta con Tuwana la bella della tribù, che gli dona la virtù. Poco dopo però, viene ritrovato il cadavere di una squaw e Rick è accusato e condannato a morte. Ricercato da tutti (ma lui stava tranquillamente a casa a pulire il fucile…) deve impegnarsi a fondo per riuscire a scagionarsi anche grazie all’aiuto della ragazza indiana e di Lucy. Omicidi e misteri che si legano anche alla location, che come riporta IMDB è stata set di tanti film, ma anche casa della “Family” di Manson.

La protagonista Tuwana è l’esuberante  Kathy Williams che abbiamo già visto in “Love Camp 7” e che chiude la sua carriera (che peccato!) pochi anni dopo, cioè nel 1972, dopo aver partecipato a una ventina di film. Come spalle, troviamo la rossa Julie Blackburn, nel ruolo della fidanzata “ufficiale” di Rick e anche una parte minore per Marsha Jordan una grande star del soft-core dell’epoca. Roger Gentry che partecipa ad altri “B Movies” importanti (“The Black Gestapo”, “The Thing With Two Heads”) è Rick, la presunta causa scatenante dell’odio tra indiani e visi pallidi, che altrimenti avrebbero vissuto in pace e in tanto amore cosmico.
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Scheda Tecnica
Titolo Originale: The Ramrodder
Titoli Alternativi: Cattle Riggers (USA), Le totem du sexe (Francia), Ramrodder, Savage Passion (USA) Vergini Indiane per il Totem del Sesso (Italia)
Anno: 1969
Regia: Van Guylder
Cast: Kathy Williams, Julie Blackburn, Roger Gentry, Robert Aiken, David Rosenkranz, Catherina Share
Durata: 92′
Casa di Produzione: E.S.I. Productions



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