Mr.Sardonicus

Mr.Sardonicus
Mr.Sardonicus

 

 

A man of evil… with a face that could stop a heart!

Provare pietà o non provarla per nulla nei confronti di Marek Toleslawski? Un personaggio spregevole quanto basta, ma al quale va riconosciuta una certa autoironia perché decide, a un certo punto della sua vita, di farsi chiamare Mr.Sardonicus, per ovvi motivi che vedremo in seguito.
Prima però c’è da dire che questo è un elegante e furbo horror di William Castle del 1961. Una storia in vecchio stile, grottesca, ben strutturata e tratta dal racconto “Sardonicus” di Ray Russel pubblicato su “Playboy” e del quale Castle non solo compra i diritti, ma ingaggia l’autore per scrivere la sceneggiatura.
La struttura segue un percorso sicuro, che non poteva non piacere al pubblico. L’impianto narrativo rimanda a Dracula, con l’ambientazione tra Londra e un non meglio specificato tetro castello nell’est Europa, mentre la realizzazione è in stile “Hammers”, elegante, con scenografie ben costruit
Mr.Sardonicuse, ma con tutto, proprio tutto, girato in studio. Una scelta che dona un effetto di totale finzione che su un racconto del genere non stona. Anzi, rende tutto più sospeso, quasi più onirico.
Castle sceglie benissimo anche il cast, composto da ottimi attori che creano una serie stereotipata ma ben realizzata di personaggi. Troviamo il gallese Ronald Lewis che interpreta il dott.Robert Cargrave, un giovane medico, intelligente e piacente, uno dei buoni di questa storia. Attore attivissimo negli anni cinquanta, vede sfumare il successo negli anni sessanta e nel decennio successivo le cose peggiorano ulteriormente al punto da indurlo al suicidio nei primi anni ottanta.

La bella, che naturalmente non può mancare e che si chiama Maude è interpretata dall’irlandese Audrey Dalton artista attiva sia nel cinema sia in televisione, figlia di uno degli eroi dell’indipendenza irlandese (poi diventato produttore cinematografico). Il servo Krull, uno dei cattivi è magistralmente interpretato dall’austriaco Oskar Homolka fuggito negli Stati Uniti durante l’ascesa di Hitler ed entrato nel mondo del cinema grazie al suo accento che l’ha portato a ricoprire spesso i ruoli del biecoMr.Sardonicus sovietico e anche alla candidatura all’Oscar come miglior attore non protagonista per “I Remember Mama” del 1948.
Infine il cattivo, più cattivo, Marek Toleslawski, meglio noto come Barone Sardonicus cui l’alto e magro Guy Rolfe grande espe
rto di ruoli di questo tipo e presente in tantissimi film (famoso per la serie “Puppet Master”) da un’anima (seppur brutta) e un corpo. Brutto anche quello.
Tutti qui, ottimamente, in una storia che a volerla sdrammatizzare può
sembrare che parli anche del Karma. Perché Marek Toleslawski, onesto proletario, riceve in regalo dal padre un biglietto della lotteria. Il padre muore e Marek e la moglie scoprono d’aver vinto alla lotteria, ma il biglietto è nella giacca con la quale il vecchio è stato sepolto.
Contro ogni suo volere e solo per mostrare amore alla moglie, Marek riesu
Mr.Sardonicusma il padre, sul cui volto è stampato un sorriso sardonico. Per colpa di uno spirito maligno o dello shock, il sorriso finisce sulla bocca di Marek, rendendolo mostruoso e impossibilitato a parlare. La moglie lo lascia, lui, con i soldi si compra un castello, il titolo di Barone e cambia nome (ironico il buon Marek!) in Sardonicus.
Si risposa con Maude, datagli in moglie per onorare dei debiti e cerca inutilmente di guarire dal suo malanno/maledizione. Nulla sembra funzionare, atroci esperimenti su cavie umane, luminari della medicina, ma niente, di niente. Solo Robert, grande medico londinese, chiamato al castello dalla sua ex fidanzata Maude, sembra riuscire a capire cosa ci sia sotto e a occuparsi, non volentieri del caso. È lui che chiarisce questa storia di spiriti, di maledizioni o di semplice psicologia.
Il trucco applicato a Mr.Sardonicus è decisamente d’impatto e ricorda un po’, se vogliamo, il Fantasma Dell’Opera di Lon Chaney. Un make-up difficilissimo, lunghissimo da applicare e a quanto pare anche doloroso, un motivo che spiega il perché Sardonicus appaia per la maggior parte del film con una maschera di plastica in faccia, lasciando il sorriso a poche scene.
Deformazioni, dolori e anche cattiveria, che devono far pensare al pubblico se provare pietà, come dicevamo in apertura, nei confronti del cattivo.  La geniale idea di Castle questa volta prevede che al pubblico sia dato un cartoncino, con un pollice alzato da un lato e uno verso dall’altro.
A pochi minuti dalla fine, il buon William Castle riappare sulla pellicola, che aveva naturalmente introdotto, chiedendo al pubblico in sala di votare, per salvare o no, Mr.Sardonicus.
Quindi “Mr.Sardonicus” è un film con due finali. In teoria. Perché sicuro del voto negativo l’”happy ending” non è mai mostrato ma probabilmente nemmeno mai girato, come dice in un’intervista lo stesso Castle, anche se Audrey Dalton in un’altra intervista dice l’esatto opposto. E meno male che la nostra società è più spietata di quella di un tempo!

 

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Mr.SardonicusScheda Tecnica
Titolo Originale: Mr.Sardonicus
Titoli Alternativi: Der unheimliche Mr. Sardonicus (Austria), A Máscara do Horror (Brasile), Mr. Sardonicus (Danimarca), Sardonicus (UK), El barón Sardonicus (Messico), O sinistro Mr. Sardonicus (Portogallo), Der unheimliche Mr. Sardonicus (Germania)
Anno: 1961
Regia: William Castle
Nazione: USA
Cast: Ronald Lewis, Audrey Dalton, Oskar Homolka, Guy Rolfe, Vladimir Sokoloff, Erika Peters, Lorna Hanson
Casa di Produzione: William Castle Productions
Durata: 89′

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