Kaput Lager – Gli Ultimi Giorni delle SS

Kaput Lager 

Gli Ultimi Giorni

delle SS

 
 
-Frustatelo!
-E’ già morto signor capitano
-Frustatelo ugualmente!

Seppur lontanissimo dal capolavoro “La Bestia In Calore” o dall’horror psichedelico “Nuda Per Satana”, l’implacabile Luigi Batzella ci regala un’altra delizia per palati fini. Un nazisploitation che è un groviglio incredibile di cose, dal quale se ne esce vivi soltanto accettando tutto, senza farsi domande. Non cercate quindi di trovare un senso, perché come in tutte le sue pellicole, un senso non c’è.

Batzella manda in tilt tutto e subito solo perchè fa un gran lavoro di cannibalismo nei confronti di alcuni suoi precedenti film, “Quando Suona La Campana”, “I Giardini del Diavolo” buttandoci in pasto immediatamente, alcune scene prese dai suddetti che disorientano lo spettatore che crede di essere a metà film.
Deserto. C’è una guerra, c’è gente che corre, che attacca e che fa esplodere diverse cose, per dieci minuti buoni, senza un apparente perché. Poi questo film d’azione finisce dritto in un campo di concentramento nel quale sono imprigionati soldati inglesi e americani che falliscono la missione contro una base tedesca. Quindi è la Seconda Guerra Mondiale! Quindi quelli all’inizio volevano far fuori i nazi!
E poi si lascia il genere “guerra” per infilarsi nel più morboso “nazisploitation” sotto le grinfie di un omosessuale e di una lesbica sadica che comandano il campo. Lei è Dottoressa Lessing interpretata da Lea Leander proprio l’attrice fondamentale per il recupero del disperso “Cani Arrabbiati”, mentre lui è nientemeno che Gordon Mitchell un eroe dei Peplum e degli Spaghetti Western. La coppia perversa scimmiotta a più non posso i personaggi più riusciti del genere e soprattutto Lea Leander si trova a dover seguire le tracce di Ilsa, non avendo però tutta quella sana cattiveria né i litri di sangue messi a disposizione dalla produzione e tantomeno la bellezza di Dyanne Thorne (nella voce bellezza, ci sono pure le tette naturalmente).
Così “Kaput Lager – Gli Ultimi giorni delle SS” è una pallida imitazione low-cost del genere, a volte più educata, con la Lessing che esprime la sua cattiveria più a parole che con i fatti e a volte decisamente più trash, con scene da culto che entrano sicuramente tra le preferite degli amanti di un certo cinema. A tal proposito occorre citare, oltre alla squisita battuta che abbiamo trascritto sotto il titolo, la doccia alle prigioniere grattugiate con una spazzola clownesca, la solita orgia con lo champagne (di una povertà infinita), il tentativo di far bere dell’urina tedesca a un prigioniero inglese e la presenza di finte donne arabe denudate e torturate. Basta per rendere l’idea di questo film? No, forse non ancora, aggiungiamo la regia scandalosa e le numerose battute piatte buttate via da un cast, che con Mitchell che fa la macchietta tetesca, sembra obbligato a lavorare.
Dopo torture e quant’altro, Batzella inserisce un tratto tipicamente da “women in prison” cioè la fuga dei prigionieri che si portano via come ostaggio la Dottoressa Lessing e sulle cui tracce si gettano i nazisti.
Film noioso più che shoccante fa sembrare al confronto “La Bestia In Calore” un film toccante sull’argomento. Ed è tutto dire. Nel cast troviamo anche il bravo Isarco Ravaioli e un altro eroe dei film di genere come Richard Harrison.



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Scheda Tecnica
Titolo Originale: Kaput Lager – Gli Ultimi Giorni delle SS
Titoli Alternativi: Oprør i SS-kvindelejr 113 (Danimarca), Aavikkotiikerit, Erämaan tiikerit (Finlandia), Boureaux SS n° 2, Erika: Les derniers jours des SS, Les tigres du désert (Francia), O tigris tis erimou, Oi teleftaies meres ton S-S (Grecia), Desert Heroes (Filippine), Achtung! The Desert Tigers (Titolo inglese), Wüstenfüchse kennen kein Erbarmen (Germania)
Nazione: Italia
Anno: 1977
Regia: Luigi Batzella
Cast: Lea Leander, Gordon Mitchell, Richard Harrison, Isarco Ravaioli, Agnes Kalpagos, Gino Turini, Zaira Zoccheddu
Casa di Produzione: International Cine Holiday
 

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