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Sechs Schwedinnen Von Der Tankstelle

sechs schwedinnen von der tankstelle

Sechs Schwedinnen


Von Der Tankstelle

-Benzinaia!”
-Arrivo! Buongiorno, desidera?
-Benzina per il momento…
-La vuole proprio?”
-Oh sì…
-Allora per il momento lo infiliamo dentro così…e lei vuole infilarsi un po’ sdraiandosi con me?”

Le sei “svedesi” con maglia viola, gonnellino e senza intimo (è un obbligo), tornano fieramente alla ribalta delle cronache di paese, dopo aver conseguito il diploma nel college di “Sechs Schwedinnen Im Pensionat”. Cercano e trovano lavoro, solo un anno dopo (beate loro!) in una stazione di servizio con ristorante in un piccolo paese svizzero. Il ristorante per la cronaca si trova a Avegno Gordevio, nel canton Ticino, che potrebbe essere anche la location delle riprese in esterno, mentre la pompa di benzina, serve unicamente a movimentare la...

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Die Sklavinnen

Die Sklavinnen

The rise and fall of Madame Arminda. E se pensate a una storia drammatica o alla classica metafora sul successo, vi sbagliate di grosso. No, qui è tutto molto più semplice, perché si sa cosa capita quando Jesus Franco incontra Erwin C.Dietrich. Donne nude. Donne nude. Ancora donne nude. Soft-core.

I Used to rip off tourists during the day, whereas I welcomed the high-society in my Pandora at nights. Officially the Pagoda was a night club. But everyone on the island knew that there was far more action behind than just a night club

“Die Sklavinnen” è un altro di quei lavori che sbuca dalla mente dei due per puntare dritto al soft-core estremo...

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Voodoo Passion

Voodoo Passion
 
 -What’s wrong with you, dear Sister-in-law? You seem pretty worn out.Do you have any problems?
-Yes, I do
-Can’t my brother get his dick up now?
-That’s not it
-What is it then?
-I’m scared. I’m really frightened, Olga
-I hope you’re not scared of me. Then I’m sure, you’ll let me comfort you a bit. Let’s try it. Careful. Come on, let’s go to bed

“Les Cauchermars Naissent La Nuit” si trasferisce nel 1977 a Puerto Rico intrecciandosi col voodoo e perdendo i vestiti, forse per colpa del luogo, del caldo caraibico o più probabilmente per la collaborazione tra Erwin C.Dietrich e Jess Franco. Chissà.

La cosa certa è questo remake spinge molto di più sul sesso che sull’erotismo elegante del predecessore, peraltro opera non perfetta del grande regista spagnolo, mo...
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Gefangene Frauen

Gefangene Frauen
You cannot and will not leave this island. As a reminder you will no longer wear your clothes. Everyone undress!

Più delle parole, c’è una scena che descrive benissimo questa ennesima follia di Dietrich. Brigitte Lahaie che interpreta Rita, una prostituta che lavora in un bordello, si fa togliere gli stivali completamente nuda. La camera invece di seguire l’azione, preferisce fermarsi sui dettagli (indovinate quali…) dell’ex pornostar francese. Et Voilà.
Possiamo anche finire qui la recensione, perché questo “Woman in Prison” del 1980 è tutto qui. Un lungo carosello di donne nude con ampie zoomate sugli organi sessuali femminili e con diverse scene soft-core.
Non che Erwin C. Dietrich ci sorprenda, questo sia chiaro, lo conosciamo bene e questo è solo...

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Ich, Ein Groupie

Ich, Ein Groupie

She Was Curious. She Was Eager. She Couldn’t Find Any Satisfaction

I fatti parlavano chiaro, non abbiamo colpa. Erwin C.Dietrich alla regia, una bionda esplosiva come protagonista, che appare già nuda sulla locandina, il 1970 e musica rock. Ci sembrava di essere di fronte o a una versione trash (d’altronde c’è Dietrich) ed europea di “Beyond The Valley Of The Dolls” o a una commedia soft-core sulle libertà sessuali. Invece nulla di tutto ciò o quasi. Il film di Meyer innanzitutto non c’entra assolutamente nulla, visto che esce dopo, per il resto invece ci siamo quasi, nel senso che “Ich, Ein Groupie” è per sessanta minuti un commedia soft-core, piena di scene di sesso, di disperazione amorosa, di libertà estrema di costumi ma nei quattordici minut...

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Sechs Schwedinnen im Pensionat

 Sechs Schwedinnen

heja! heja! Teens raus aus den jeans

Letteralmente dal tedesco “Sei Svedesi In Collegio”, ma dobbiamo dirvelo subito: non ci sono svedesi in questo film. Nemmeno il regista. Nemmeno un tecnico. C’è invece il fervido, ironico e un po’ maniaco, genio del cinema erotico “low budget” Erwin C.Dietrich che ci offre un suo solito lavoro, cioè una banale scusa per mostrare donne nude e scene di sesso al limite del porno.
Va riconosciuto che questo è un film pensato bene e che ha due connotati perfetti per il genere. Il collegio e le svedesi. Il primo è un’ambientazione ideale per una storia di questo tipo, mentre le seconde sono un soggetto ottimo per tante avventure calde. Il risultato è che insieme, accendono le più fervide fantasie...
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Der Teufel In Miss Jonas

Der Teufel in Miss Jonas

I may have committed bigger sins than other humans, but just because I’m different is not a reason to send me to hell.
Il diavolo non è quello porno di Damiano e nemmeno quello drammatico di Wood. E’ una via di mezzo, una via soft-core, realizzata però da un vero diavolo del cinema trash: Erwin C.Dietrich
Così l’americana Miss Jones prima di avere sequel e remake di figlie e figliastre trova in Frau Jonas, svizzera tedesca potremmo dire, una variante più leggera. A dire il vero, leggermente più leggera, visto che la protagonista interpretata da Christa Free passa 65’ minuti di pellicola su 71’ completamente nuda mostrando il mostrabile, giocandoci e facendo il possibile per dare gioia agli altri esseri umani. 
“Der Teufel in Miss Jonas” p...
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Eine Armee Gretchen

Eine Armee Gretchen



I don’t want come outside german men or russian men are the same
“Fate l’amore non fate la guerra” è quello che ci piace leggere da questa pellicola. Anche se in realtà a ben vedere i sensi potrebbero essere tanti altri. Uno soprattutto: le donne non sono buone a fare la guerra, ma solo altro.
Lo dice Erwin Dietrich, non noi, ma a parte questo e conoscendo la carriera del regista e produttore svizzero, pensiamo che non volesse fare una morale, né pacifista, né maschilista, ma che volesse solo allungare la sua attività artistica con l’ennesima pellicola sexy/soft-core. E ci è riuscito.
“Eine Armee Gretchen” del 1973 è un naziexploitation che esce dalla classica struttura Eine Armee Gretchen“abbuffate-torture-sessuofobia” descrivendo in tinte meno drammatiche il periodo ...
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Rolls Royce Baby

Rolls Royce Baby

I’m a flame, a flame with a such burning desire

Quasi una rarità vedere Lina Romay senza Jesus Franco. E si vede. E quasi una rarità bocciare completamente un lavoro di Erwin C.Dietrich prolifico produttore e genio dei B Movie.

Ma questo “Rolls Royce Baby” è un lungo e noioso film senza trama e che avrebbe fatto meglio a sviluppare tutte le intenzioni di essere un porno, invece di cercare una via di mezzo tra lo stesso, il soft-core e l’erotismo raffinato. Lina Romay ci accoglie fin dalRolls Royce Babyla prima inquadratura a gambe aperte e la situazione cambierà di rado nel corso del film.
La trama è molto facile da raccontare. Lina interpreta Lisa, una ricca modella ninfomane che a bordo della sua Rolls Royce raccatta uomini e donne per strada per farci sesso...

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Die Stewardessen

Die Stewardessen



Fly them… and get a ride like you’ve never had in your life

La fervida mente di Erwin C.Dietrich non poteva non toccare un punto sensibile della fantasia maschile: le hostess. Perchè, non facciamo gli ipocriti, chi non è mai stato affascinato dalle hostess o quantomeno attratto dall’aeroplano? Non nascondiamo questo aspetto un po’ freudiano e soprattutto rendiamo omaggio a questo film che mette su pellicola tutte le relative fantasie.

Il grande produttore e regista svizzero, una leggenda dell’exploitation e del soft-core europeo firma la regia e la produzione di questo film del 1971. 
Die StewardessenNulla di complicato o troppo ricercato, questo film è un’opera esilissima e facile, come tante altre di Dietrich...

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