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The Arena

The Arena

The Romans have taught you to live like an animal!

Storia bizzarra tanto quanto l’incrocio di personaggi che l’hanno realizzato, questo film del 1974, conosciuto nella versione italiana come “La rivolta delle gladiatrici” è una specie di Peplum assolutamente fuori tempo massimo con una finale alla “Women in prison” che fa leva sulla presenza di attrici di richiamo e soprattutto sulle loro fattezze.

Margaret Markov (che durante la produzione trova l’amore della vita) la statuaria bionda protagonista di alcune ottime pellicole dell’exploitation ritrova la grande Pam Grier, con la quale aveva recitato nel “Women in prison” “Black Mama, White Mama”. Con loro Lucretia Love e Marie Louise Sinclair a completare un quartetto femminile piuttosto sexy che di ...

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Sheba Baby

Sheba Baby


Hotter ‘N’ “Coffy” Meaner ‘N’ “Foxy Brown”

Più calda di “Coffy”, più cattiva di “Foxy Brown”, dice la locandina di “Sheba Baby”, ambizioso episodio della blaxploitation. Alla regia l’interessantissimo William Gilder che in una breve e sfortunata carriera riesce a generare succulenti b movie, a far incazzare le major (con “Abby” presunto plagio di “The Exorcist”) e realizzare film di grande successo al botteghino come “Grizzly” e “The Manitou”, suo ultimo lavoro concluso poco prima di morire in un incidente aereo. Indubbiamente un bel personaggio che amava occuparsi quasi in toto dei suoi lavori, scrivendo la sceneggiatura e/o producendo e che qui cerca di sfruttare il filone aurifero della blaxploitation...

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Black Mama, White Mama

Black Mama,White Mama

 
 Nothing behind but prison bars. nothing ahead but trouble

Mischiare! Contaminare! Incrociare! È questa la soluzione. Razze, culture, elementi e idee. Una cosa che può portare a creare qualcosa d’interessante di affascinante o semplicemente di curioso. Vale un po’ per tutto, per la musica, per il cibo e lo sapete bene che vale per la bellezza femminile (eh sì… ammettiamo anche per quella maschile ma non ci interessa).
Non sempre la cosa funziona nel cinema, questo va detto, ma non è assolutamente il caso di questo film del 1973. Perché qui il black e white, non sta solo nel titolo, ma è la spiegazione di un film che mischia diversi generi e due protagoniste esteticamente opposte, riuscendo a non uscire dalla strada...

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Foxy Brown

Foxy Brown





Don’t mess aroun’ with Foxy Brown

Bella, implacabile e molto, molto, alla moda. Foxy Brown! Il personaggio femminile più influente del cinema di genere, il più famoso creato da Jack Hill e interpretato da Pam Grier.
Un personaggio che però fa scoppiare una “sfida” fratricida: meglio “Foxy Brown” o “Coffy”?
Perché Foxy nasce come sequel della “The Baddest One-chick hit-squad that ever hit town” con il titolo di “Burn, Coffy, Burn” ma diventa per volere della “American International Pictures” un capitolo a se stante, ufficialmente staccato, dal precedente film. Una scelta che obbliga a cambiare la sceneggiatura e a omettere, ad esempio, l’occupazione di Foxy.

È solo ufficialmente un film diverso però, perché il tema è lo stesso e l’eroina pur...

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Cleopatra Jones

Cleopatra Jones



She’s “Ten Miles of Bad Road” For Every Hood in Town!
Cleo ha così tanti consensi, che ci si stupisce che non sia Presidente degli Stati Uniti D’America. Gira per strada e la gente la ringrazia, l’inneggia commentando anche la sua statuaria bellezza.
Poi, Cleopatra lavora per le forze del bene, combatte come Bruce Lee ed è amata pure dal capo, bianco, della polizia. Cleopatra Jones è un mito. Esattamente come la pellicola che racconta le sue peripezie. Un blaxploitation fondamentale per il genere, fonte di diversi conflitti ed avversario di un altro cult, “Coffy”.

“Cleopatra Jones” narra la storia di un’eroina che combatte assiduamente e con grande successo un gruppo di malavitosi guidati da “Mommy” una grassa donna bianca, potente e cattivissima che gestisc...

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Beyond The Valley Of The Dolls

Beyond The Valley

Of The Dolls



This Is Not A Sequel. There Has Never Been Anything Like It!
Non ne ricordiamo le parole esatte, ma c’è una qualche parabola che racconta come sia facile perdere l’anima e stravolgersi la vita per un effimero successo. Che non s’offenda nessuno, ma troviamo più incisiva la violenta e velocissima parodia del mondo dello spettacolo, che quel diavolo di Russ Meyer realizza in questo capolavoro. Capolavoro. E lo ribadiamo.
Una pellicola che spiazza già visivamente con le solite riprese forsennate del regista bosomaniaco e con i colori forti, molto pop, che rivedremo in seguito in altre sue pellicole. La storia poi è uno schiaffo improvviso dato storto e velocemente del quale si capisce il perché solo a cose fatte.
La satira del mondo dello spettaco...
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Coffy

Coffy

She’s the “GODMOTHER” of them all

“The baddest one-chick hit squad that ever hit town!”. Che più o meno suona “La più tosta gallinella che abbia mai colpito la città”. E con una frase di dieci parole si riassume tutto un film.
Perchè “Coffy”, facile assonanza con la parola Coffee e colore della pelle della protagonista, come ci dice la canzone di testa “Coffe is the colour of your skin…” è in effetti tosta e molto, molto, sexy.
Pam Grier all’ennesima potenza in un “Blaxploitation” d’antologia, superlativo, folle, con una colonna sonora meravigliosa. Filone nel quale donne di colore,  ottengono vendetta e giustizia con maniere forti pur conservando la loro sensualità...

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Scream Blacula Scream

Scream Blacula

Scream


The Black prince of Shadows Stalks The Earth Again

Blacula is back! Mamuwalde il principe nero delle tenebre torna tra noi un anno dopo, risorgendo per l’unico sequel del mitico “Blacula”.
A gusto personale il nostro Blacula qui appare un po’ spuntato, con i canini meno aguzzi. Più lento nel racconto e più monotono nello sviluppo, “Scream Blacula Scream” ci toglie anche quell’atmosfera pop, quei suoni soul e funky che ci facevano impazzire in
“Blacula”.

Non è tutto da buttare comunque, anzi si ammira qualche perla, a partire dall’interpretazione dei due protagonisti: Pam Grier e William H. Marshall.
Lei l’icona della “blaxploitation” convince ed esalta, lui grandioso attore “ortodosso” ripete l’ottima prestazione nei panni del Vampiro nero...

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Blacula

Blacula


Bloodsucker! Deadlier Than Dracula!

Canini soul e funky nella Los Angeles nera. Tutta colpa di un Dracula razzista, che morde un principe africano. Altro che crisi internazionale.

La “blaxploitation” entra nei classici della letteratura e del cinema ed è una rivoluzione. Qui si tocca  la storia del famoso vampiro, modificando a piacimento e con ottimi risultati alcune caratteristiche standard.
Questa è un’opera divertente, snella e ritmata. Un film che gioca con i contrasti colorati del funky/soul contro le tenebre vampiresche. Va detto però che di horror c’è ben poco e si assiste volentieri a un film ai limiti della commedia romantica e senza altre velleità. La colonna sonora poi è davvero ottima, così come l’interpretazione dei protagonisti.
Torniam...
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The Big Doll House

The Big Doll House

their bodies were caged, but not their desires

Se facessimo un sondaggio sui luoghi che accendono “fervide fantasie” tra i vincitori troveremmo sicuramente il carcere femminile.
Ora, non è il luogo questo per parlare di realtà tristi e delle condizioni spesso brutali delle carcerate, ma il suddetto tema ha sempre interessato il cinema, da produttori a registi ed entusiasmato le platee. Se poi in questa polveriera ci entra pure Roger Corman, l’alchimia è tale da creare un esplosivo e buffissimo b-movie: “The Big Doll House”.
A dire il vero il buon Corman è presente più con la sua ombra che con altro, distributore e produttore esecutivo con la sua “New World Pictures” e sempre a dire il vero, non è nemmeno il primo “Women In Prison” della vastissima carriera ...
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