La Poliziotta fa carriera

La Poliziotta

fa carriera



-Targata P56880?
-Sì signore! Come da verbale!”
-Come da verbale? E l’hai pure tamponata?
“Una bella botta!
-Ho capito! Molti danni?
-La mia? Neanche uno sgraffio!
-No dico la MIA!
La flessibilità lavorativa tanto sbandierata da politici e industriali è una cosa che fa un baffo alla divina Edwige Fenech. Ancor prima dei nostri “tempi moderni” lei si è adattata, come noto, a una miriadi di mestieri. Risparmiamo la lista ma tra questi, secondo voi, poteva forse mancare la poliziotta? 
Certo che no.  E a sottolineare questo ruolo ci pensa la trilogia poliziesca firmata da Michele Massimo Tarantini. Una serie che inizia nel 1975 col film in oggetto, per poi proseguire con “La Poliziotta Della Squadra Del Buon Costume” del 1979 e concludersi con “La Poliziotta A New York” del 1981.
Una trilogia che possiamo definire storica e che a parte il trash, le battute grevi e le solite nudità, ha due spunti degni di nota. 
Il primo è che s’ispira dalla bellissima commedia di Steno “La Poliziotta” con Mariangela Melato e Alberto Vianello e il secondo è che la Fenech col distintivo è una parodia riuscitissima dei “poliziotteschi”.
 La Poliziotta fa carriera
Per tutto il resto ci pensa la divina Edwige Fenech. Sulla sua bellezza, inutile a dirlo, si poggia l’architettura dei tre film completata come al solito dal rilievo comico rappresentato da comici/caratteristi di primo piano.
L’eroina è Gianna Amicucci. Casinista e imbattibile allo stesso tempo, ha come unico sogno la carriera nell’arma. In questo primo film l’obiettivo è quello di entrare nella polizia. Lei figlia di un portinaio, fidanzata di un poliziotto (Michele Gammino), riesce dopo un milione di richieste ad essere ammessa al corso, dimostrandosi però completamente incapace e inadatta.
La Poliziotta fa carriera
Però siamo in Italia. E quindi basta una telefonata del questore Moretti (interpretato dal roco Gigi Ballista) per far si che Gianna venga promossa e assegnata a un commissariato. Il comando però è già particolare di suo con il Commissario Antinori a dirigere (il sempre mitico Mario Carotenuto) e il poliziotto tutto fare Tarallo interpretato da un clownesco Alvaro Vitali.
Tutte le missioni della nostra Gianna finiscono in un flop colossale fino a quando casualmente finisce sulla scia del criminale Borotalco (Riccardo Garrone), seguito e catturato dopo una colossale/demenziale e lunghissima scena d’inseguimento. Premi e riconoscimenti finali per la nostra eroina.
Tra gag e tormentoni, potente quella del grido di Antinori “Taralloooo!” e qualche battuta volgare o a doppio senso “La Poliziotta Fa Carriera” resta una commedia piacevolmente trash al punto giusto, forte soprattutto di un cast di stelle adeguato alla storia e ai personaggi.

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Scheda Tecnica
TitLa Poliziotta fa carrieraolo Originale: La Poliziotta Fa Carriera
Titoli Alternativi: Confessions of a Lady Cop (indefinito), Das verrückte Polizeirevier, Flotte Teens und das verrückte Polizeirevier, Politess im Sittenstress (Germania), Erhontai… oi astynomikines! (Grecia), La flic chez les poulets (Francia)
Anno: 1975
Regia: Michele Massimo Tarantini
Nazione: Italia
Cast: Edwige Fenech, Mario Carotenuto, Michele Gammino, Alvaro Vitali, Gigi Ballista, Francesco Mulè, Roberto Pambieri, Riccardo Garrone
Durata: 90′
Casa di Produzione: Dania Film

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