Chillerama
The Ultimate Midnight Movie
Uno zombie guarda in macchina e rantolando dice: “Cinema is Dead”. È l’emblema, il riassunto del messaggio, di questo grosso contenitore di esercizi cinematografici. Ci sono anche interessanti discorsi fatti a un poster di Orson Welles, che sottolineano ancor di più quello che “Chillerama” è, cioè un film fatto da appassionati per appassionati, soprattutto dei “B Movie”. Quindi per noi tutti.
spaventosi film. Tre/quattro film del terrore che sconvolgono il pubblico del drive-in e che per il pubblico di casa sono tre corti che parodiano i “B’s”. Vediamo così “Wadzilla”, parodia degli sci-fi con mostri. Una storia in cui un uomo in cura per la moltiplicazione di spermatozoi si trova a produrne uno solo, gigante, che mette a soqquadro New York. Grande spiegamento di forze armate, ma anche di effetti digitali che quando vogliono essere credibili lo sono poco, ma quando vogliono essere parodia sono perfetti.La seconda storia invece è “I Was A Teenage Werebear” chiaro riferimento a “I Was A Teenage Werewolf” e quindi agli horror degli anni cinquan
ta con animali. Non solo, perché questo segmento prende di mira i musical giovanili in stile “Grease”, i film da spiaggia, “Twilight” e figure tipo James Dean. La storia racconta di un gruppo di ragazzi omosessuali, che si trasformano in “Werebear” in cerca d’amore, orsacchiotti ispirati a una serie americana ambientata in Bavaria e nata nel 1983, anche se “I Was Teenage Werebear” è ambientato ufficialmente negli anni sessanta.
A gusto personale si tocca poi l’apice con il folle “The Diary Of Anne Frankestein”, un mix horror/nazi nel quale si scopre che la povera Anna Frank in realtà di cognome fa Frankestein e sa come riportare in vita i cadaveri. Un clownesco Hitler ruba il diario e crea un mostro, ebreo però, che sfugge al suo controllo e ammazza i nazisti. La marea di errori voluti,
una scenografia molto artigianale, creano un divertente siparietto demenziale e liberatorio che suona un po’ alla Tarantino di “Inglorius Basterds” (senza dimenticare il fantasma di Ed Wood).
Ci sarebbe un ultimo segmento, “Deathcation” che suona “Defecation”, una pellicola sulle feci. In realtà questo pezzo non si vede mai, perché nel drive-in la situazione è fuori controllo. Il pubblico trasformato in zombie e affamato di sesso, vaga per l’area accoppiandosi in maniera selvaggia. È il risultato finale di quanto si vede tra un corto e l’altro, una trasformazione dovuta a una sostanza finita nei pop corn. Qui “Chillerama” spinge notevolmente sul “bad taste”, mostrando anche qualche tetta finora assente dalla storia e chiudendo con una piccola variazione sul tema “happy end”. Prima del “the end” però, manca ancora una piccola sorpresa.
schifezza. Pensate a cosa capiterebbe se un grosso spermatozoo fosse fatto esplodere, alla reazione di un giovane molestato intimamente dal proprio allenatore, ai vari utilizzi delle feci e infine alla libido sfrenata degli zombie. Nulla di inguardabile o di fastidioso, “Chillerama” scorre piacevolmente con quelle punte di “bad taste” che male non fanno.
Il piano per la folle macchina omicida di “The Diary Of Anna Frankenstein” ha come protagonista Joel David Moore che non parla una parola di tedesco e che quindi si affida al gramelot reso leggibile dai sottotitoli in inglese. Moore sebbene giovane, ha una lunga carriera passata tra spot e film, tra i quali “Avatar”. Si trova al suo fianco Kristina Klebe prorompente Eva Braun e attrice emergente e Kane Warren Hodder stuntman e attore appassionato di paranormale, famoso per aver interpretato Jason in “Friday The 13th” e Victor Crowley in “Hatchet”. Qui naturalmente è il “mostro”. Adam Green di “Hachet” è il regista.















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