Sei Donne Per l’Assassino

Sei Donne

Per l’Assassino


 Ecco, quando ho chiamato la signorina Peggy per dirle che avevamo ritrovato la sua auto, erano circa le 23.30, un quarto d’ora dopo sono arrivato a casa sua, ma lei però non c’era più e la casa era tutta sotto sopra…chi lo sa, forse hanno ucciso anche lei nascondendo il cadavere chissà dove! In merito a quest’ultimo episodio signori, credo pr credoproprio che il loro alibi non serva a molto

Un’insegna che oscilla nel buio sotto la pioggia e noi, dopo solo 1’30”, siamo appiccicati al video, conquistati da “Sei Donne Per L’Assassino”. Azzardiamo, perché non si giudica un libro dalla copertina, come si suol dire, ma Bava è una sicurezza e poi sì, di questo film, doverosamente, bisogna averne già sentito parlare. Altrimenti non si può essere considerati dei cinefili.
Ed ecco dunque la pietra miliare del thriller, dei morti ammazzati e dei criminali incalliti, un film dal quale molti hanno preso e dal quale tutti hanno imparato.

Con tutta onestà il grande Mario Bava crea il capolavoro grazie a un’impareggiabile estetica e a qualche ottima idea. Perché la storia non è perfetta e il nostro preferisce puntare tutto o quasi sulla bellezza della confezione. E se pensate che parliamo così perché siamo scafati uomini del duemila che hanno già visto litri di sangue e assassini cattivissimi, vi riportiamo le parole di una recensione uscita all’epoca “(…)Preziosamente Sei Donne Per L'Assassinofotografato a colori da Ubaldo Terzano con i trucchi più squisiti del mestiere, il film dispensa brividi ed emozioni più con la sopraffina tecnica del regista che con le traballanti trovate di una goffa sceneggiatura (…)”. Beh, goffa è un termine esagerato, perché non sarà memorabile, d’accordo, ma nemmeno pessima e poi sebbene sia a volte difettosa, funziona e soprattutto si mette al servizio della tecnica del regista e di Terzano.

Un bel po’ di stereotipi del genere, come luoghi deserti e sinistri che attirano le persone, una causa scatenante piuttosto normale e una polizia inetta, Sei Donne Per L'Assassinoaccompagnano lo spettatore in questa storia ambientata in un elegantissimo atelier romano, nel quale iniziano a essere assassinate diverse modelle. È un mondo di droga, di soldi e di tradimenti in mezzo ai quali un affascinante killer mascherato, si muove spietato e colpisce in maniera ultraviolenta. Temi e modi di fare molto oltre per l’epoca e che delineano gli stilemi del genere.

Aiutato anche dall’ambientazione glamour e dalla storica bravura di essere un mSei Donne Per L'Assassinoaestro nell’utilizzare al meglio le poche cose a disposizione, Bava fa diventare i tessuti, i vestiti, le acconciature, i protagonisti di raffinati giochi di luce ripresi da un ottimo occhio, mentre una semplice stufa e una vasca da bagno sono i mezzi per violentissimi omicidi. E non solo, perché i manichini si mischiano e si confondono con le modelle, togliendo la personificazione ai personaggi e dandoci un forte messaggio simbolico. E ancora, non solo, perché l’insegna che oscilla nel buio all’inizio del film viene eletta simbolo, nientemeno che da le “Cahiers Du Cinema” che ne chiede il significato al regista, il quale però non si ricordava nemmeno d’averla girata.

Storia come il solito al confine tra leggenda e realtà, come Mario Bava, sempre in bilico tra l’essere un bravo artigiano e un fine artista che però amava dissimulare. Questo resta, in ogni caso, un film fondamentale per chiunque abbia detto almeno una volta nella vita “mi piace il cinema”.

 

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Sei Donne Per L'AssassinoScheda Tecnica
Titolo Originale: Sei Donne Per L’Assassino
Titoli Alternativi: Six Women for the Murderer,Fashion House of Death (Internazionale), Seis mujeres para un asesino (Argentina),Der Würger mit der Maske    (Austria), Seis Mulheres Para o Assassino (Brasile), Jernhånden i rædselsnatten (Danimarca), Seis mujeres para el asesino (Spagna), Himotappaja,  Lustmördaren, Verta ja mustaa pitsiä (Finlandia),6 Femmes pour l’assassin, L’atelier de la peur (Francia), 6 gynaikes gia to dolofono, Aima kai mavri dantella, Aima sti mavri dantela (Grecia), Hat halott modell, Hat nö és a gyilkos (Ungheria), 6 mujeres para el asesino,  Seis mujeres para el asesino (Messico), Blood and Black Lace (USA), Blutige Seide (Germania),
Regia: Mario Bava
Cast: Cameron Mitchell, Eva Bartok, Thomas Reiner, Ariana Gorini, Dante Di Paolo, Mary Arden, Franco Ressel, Claude Dantes, Luciano Pigozzi, Lea Leander, Massimo Righi
Nazione: Italia
Durata: 88’
Casa di Produzione: Emmepi Cinematografica, Les Productions Georges de Beauregard, Monachia Film

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