La Barriera

La Barriera

una familia, dos mundos.

È che a volte nella vita ci vuole fortuna. Ad esempio “La Barriera”, titolo originale “La Valla”, serie spagnola di Daniel Écija, ambientata nel 2045 a Madrid, esordì il 19 gennaio 2020 su Atresplayer Premium, prima di passare su Antenna 3 e poi su Netflix.
E la fortuna? Data di esordio alla mano, “La Barriera” racconta di un mondo in cui un virus ha decimato la popolazione e il governo spagnolo, con modi dittatoriali, gestisce la situazione. Così vediamo che nella capitale una barriera divide il popolo, che vive tra razionamenti di cibo e acqua, dall’establishment che invece vive una vita agiata oltre al fatto di essere quasi al sicuro dal virus.

A parte le esagerazioni distopiche/dittatoriali, dicevo che è una gran fortuna uscire con questo tema, poco prima di una pandemia globale. Un caso così fortuito, che avevo la certezza che questa serie fosse stata girata, in fretta e furia, nell’estate del 2020. Invece no e tra l’altro, Écija voleva puntare l’indice sulle differenze sociali nella società, su quanto soldi e potere possano cambiare le prospettive di vita. Ma alla fine la cronaca ha cambiato le prospettive della serie, facendola diventare una storia distopica “sul pezzo” oltre a suscitare emozioni di fastidio per i preoccupanti scenari catastrofici che ci propone. Una roba che sicuramente fa godere i complottisti, che possono vedere i loro migliori vaneggiamenti. Purtroppo però, “La Barriera” non affonda il colpo fino in fondo e cioè, non è un “post-nuke” terrificante (e nemmeno una critica sociale corrosiva), perché come spesso accade ai prodotti spagnoli, ci sono una lunga serie di situazioni romantiche e colpi di scena che vanno bene per le fiction, che affossano in parte il racconto.

Una produzione ricca e astuta e una regia che cerca di fare le cose perbene sono gli aspetti positivi di un lavoro che forse avrà una seconda serie (non ancora confermata) perché l’autore dice di avere molte cose da raccontare, visto il cliff hanger dell’ultima puntata e visto anche il successo su Netflix in contrasto con il mediocre riscontro su Antenna 3.
La storia racconta le vicende di una famiglia che cerca di sopravvivere a Madrid, dove Hugo, suo fratello e sua figlia Marta, tornano per far visita alla famiglia della defunta moglie.
Ad attenderli c’è Julia, la cognata gemella e la suocera interpretata dalla grande Ángela Molina, di certo l’attrice di spicco in questa serie.
Dopo delle analisi del sangue di routine Marta viene rapita dal governo. La famiglia cerca in ogni modo di liberarla, scoprendo le menzogne del potere e accendendo le coscienze del popolo, ma anche di alcuni membri del potere.

“Qualcuno pensi ai bambini” è un famoso meme dei “Simpsons” ma in fin dei conti anche il senso di “La Valla”. Ed è un po’ un peccato che il tutto faccia leva su questa cosa, accompagnandosi, come detto, a situazioni romantiche, perché alcuni momenti sono ben pensati e la storia si lascia guardare con attenzione.

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